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“RIORDINO ACQUEO”, SUL TAVOLO DEL COMUNE DI VENEZIA LE PROPOSTE DELLA FICK

NO AL DIVIETO DI NAVIGAZIONE, SÌ AL TRANSITO REGOLAMENTATO E QUALIFICATO
“RIORDINO ACQUEO”, SUL TAVOLO DEL COMUNE DI VENEZIA LE PROPOSTE DELLA FICK
Bedin: «Urge una “regolamentazione universale" per tutelare tutti ed evitare il caos»
 
Venezia, 9 marzo 2015 – La Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK), preso atto dell’ordinanza 96/2015 dell’11 febbraio 2015 del Comune di Venezia che “vieta la navigazione dei natanti denominati jole, dragon boat, pattini, pedalò, canoe, kayak e tavole a vela e/o a remi nei rii Canal Grande, Cannaregio, Giardini, Greci-San Lorenzo, Santa Giustina, Sant’Antonin-Pietà, Noale, Novo, Ca’ Foscari, Santi Apostoli-Gesuiti”chiede di modificare tale ordinanza con l’eliminazione del divieto di transito per dragon boat, canoe e kayak a fronte dell’introduzione di una doppia proposta di regolamentazione, l’una con regole per il solo transito e l’altra con regole per il transito e per la gestione dei flussi:

La proposta per il solo transito prevede: “Sarà permesso il transito a gruppi di massimo 5 scafi (canoe e/o kayak e/o dragon boat). All’interno del gruppo e di ogni singolo dragon boat dovrà essere presente almeno un tecnico con qualifica di istruttore FICK, timoniere di dragon boat e con abilitazione all’accompagnamento nelle acque del centro storico di Venezia rilasciata dal Comitato 
Veneto FederCanoa. Il tecnico dovrà esibire a ogni richiesta degli organismi preposti alla vigilanza del traffico acqueo la copia originale delle qualifiche possedute e sarà responsabile di ogni manovra effettuata dai membri del gruppo da lui condotto”.
La seconda proposta, contiene sia le norme per il transito, sia le seguenti norme per la gestione dei flussi: “Tutte le persone che vorranno navigare in canoa e/o kayak e/o dragon boat dovranno essere censite attraverso un programma di accredito predisposto dal Comitato Veneto FederCanoa. Ad esclusione degli eventi speciali riconosciuti e autorizzati dal Comune di Venezia (es. Vogalonga), i tecnici in possesso dei requisiti previsti dalla FederCanoa per accompagnare i gruppi nel centro storico di Venezia dovranno segnalare, attraverso il programma di accredito, le tipologie di imbarcazioni, i nominativi delle persone accompagnate, la data, l’orario e il presunto itinerario almeno 48 ore prima del transito. Il programma, tenuto conto del numero massimo di presenze di scafi di canoe e/o kayak e/o dragon boat, al momento della segnalazione, autorizzerà o negherà il transito, disciplinando i flussi. Agli organi preposti alla vigilanza del traffico acqueo sarà messa a disposizione un’applicazione collegata al data base del programma di accredito in modo di verificare e sanzionare eventuali abusi”.

«Non è affatto ponderato, come da notizie riportate recentemente dalla stampa, che il transito di canoe, kayak e dragon boat debba essere concesso in alcune fasce orarie, solo in alcune giornate o in determinati percorsi – spiega Andrea Bedin, presidente del Comitato Regionale Veneto FICK –. Ciò, infatti, porterebbe ad un maggiore caos e ad un incredibile sovraccarico di lavoro per gli organi controllori che sarebbero costantemente impegnati nell’identificare quanti forzeranno le attuali norme o, peggio, coloro i quali non ne saranno a conoscenza. Per questo la nostra Federazione, rappresentante per l’Italia di tutto il movimento mondiale della pagaia, ha inviato, di concerto con il CONI Regionale Veneto, una proposta all'attenzione del Comune di Venezia e dei membri della Conferenza di Servizi, che si riunirà per l'esame delle norme adottate e da adottare. Una “regolamentazione universale" a tutela di tutti, dei cittadini, dei turisti e degli operatori che devono garantire e mantenere la sicurezza per la limitazione del traffico acqueo in Canal Grande e nei maggiori rii del Centro Storico di Venezia. Una regolamentazione fondata su criteri certi e responsabili, legati alla professionalità dei tecnici e alle norme di sicurezza adottate». 

“RIORDINO ACQUEO” A VENEZIA, DAL COMUNE SEMAFORO ROSSO AL REMO

“RIORDINO ACQUEO” A VENEZIA, DAL COMUNE SEMAFORO ROSSO AL REMO
IL COMITATO VENETO FICK (FEDERAZIONE ITALIANA CANOA KAYAK) NON CI STA
Il presidente Bedin: «Un divieto a dir poco assurdo nella città d’acqua per eccellenza»
 
Venezia, 12 febbraio 2015 – L’11 febbraio 2015 rischia di diventare a suo modo una data storica, data l’istituzione di divieti fino a poche ore fa impensabili in quella che è, da sempre, la città d’acqua per eccellenza. Il Comune di Venezia, infatti, ha approvato l’Ordinanza numero 96 finalizzata al “riordino acqueo” regolamentando a partire dal 1° marzo p.v. il traffico nei canali e nei rii del Centro Storico insulare. La Federazione Italiana Canoa Kayak (FICK), senza mai esser stata interpellata in materia, ha appreso con profondo stupore e rammarico l’interdizione imposta dall’articolo 3 al mondo del remo: “Nei rii principali interni di collegamento, Canal Grande, Cannaregio, Giardini, Greci-San Lorenzo, Santa Giustina,  Sant’Antonin-Pietà, Noale, Novo, Ca’ Foscari, Santi Apostoli-Gesuiti, è vietata la navigazione dei natanti denominati jole, dragon boat, pattini, pedalò, canoe, kayak e tavole a vela e/o a remi”.

«Di fatto non c'è più possibilità di andare da una zona all'altra della città – denuncia Andrea Bedin, presidente del Comitato Regionale Veneto FICK –e la situazione è talmente assurda che, tanto come praticanti ma soprattutto come cittadini veneziani, non riusciamo a farcene una ragione. La voga è quanto di più normale a Venezia, è a dir poco incomprensibile da cosa e da dove nasca e come si possa essere realizzato un tale accanimento contro la nostra categoria. In quest'ultima settimana sono entrato in contatto con moltissimi canoisti veneziani, italiani e stranieri, tutti fortemente scossi da questa irragionevole situazione».

Oltre all’attività prettamente sportiva, 
da undici anni la FICK sostiene l’associazione lagunare Venice Canoe & Dragon Boat nella riproposizione di “Conoscere Venezia dall’acqua”, un progetto educativo-ambientale e storico-culturale rivolto agli studenti delle scuole elementari, medie e superiori: in più di due lustri più di 9.000 giovani a bordo dei dragon boat a 20 posti hanno potuto studiare Venezia da quella impareggiabile prospettiva “a pelo d’acqua” che d’ora in poi sarà loro negata “”per legge.

«Lunedì 16 febbraio ho un incontro in Comune di Venezia con il responsabile della Mobilità Acquea per ricevere informazioni in merito all'argomento.
Impegni istituzionali non permettono al Presidente FederCanoa e vicepresidente del CONI Nazionale, Luciano Buonfiglio, di essere presente ma Buonfiglio ha già dato piena disponibilità nel seguire in prima persona la vicenda - anticipa Bedin .  La FederCanoa ha per finalità "l’incremento, la promozione, l’organizzazione e la disciplina nel territorio nazionale dello sport della canoa tra dilettanti, in tutte le sue forme e manifestazioni". Come Comitato VenetoFICK siamo disposti a discutere una nostra "proposta di regolamentazione", che era già pronta e continua ad essere valida, anche se avrebbe avuto maggior senso prenderla in considerazione prima della redazione/pubblicazione dell'ordinanza. Nessuno ha ritenuto di doverci interpellare o chiedere un parere, eppure rappresentiamo 14 Associazioni, un migliaio di tesserati residenti nel Centro Storico e terraferma e siamo legittimati dal CONI ad essere il riferimento di tutto il mondo della pagaia che transita per Venezia. Un simile divieto, tuttavia, penalizzerebbe purtroppo molte più persone che in quanto veneziane hanno nel loro dna la cultura della voga e del remo che oggi qualcuno ha avuto l’incredibile pensata di vietare».
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