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resoconto Mondiali Dragon Boat Venezia 2017

CAMPIONATI MONDIALI DI DRAGON BOAT PER CLUB

VENEZIA 3-8 SETTEMBRE 2017

Si è conclusa nei giorni scorsi la rassegna iridata che ha visto partecipare 1600 atleti di 65 club provenienti da 16 Nazioni alle gare di dragon boat, in programma dal 5 all’8 settembre 2017.

Sono stati i primi Campionati Mondiali per una disciplina del remo e della pagaia a Venezia, grazie alla volontà del Comitato Organizzatore, enormemente supportata dal Comune dei Venezia e dalla Regione del Veneto.

Le gare hanno visto una supremazia degli equipaggi ucraini e tedeschi, oltre a molte vittorie e podi di equipaggi russi, ungheresi e italiani. Ottime le prove dei giovanissimi italiani (junior) che hanno sfiorato la vittoria e dell’equipaggio di casa che ha vinto nella propria categoria.

Le giornate sono state graziate dal tempo, molto burrascoso in questo periodo, con la sola eccezione di giovedì 7 settembre, quando nel pomeriggio si è abbattuto una forte perturbazione. Ma le gare erano da poco terminate e tutte le premiazioni si sono svolte al chiuso (lungimiranza degli organizzatori).

Tuttavia, il forte temporale, durato fino al mattino del giorno 8 settembre, ha messo a dura prova l’organizzazione che doveva spostare gran parte del materiale tecnico e le imbarcazioni dalla sede del Tronchetto alla sede dell’Arsenale. Sotto un caldo sole, le gare in Arsenale sono iniziate con due ore di ritardo rispetto all’orario programmato e sono terminate all’imbrunire. Ma ne valeva la pena, considerato il magnifico contesto del bacino della Darsena Novissima dell’Arsenale, gentilmente concesso dalla Marina Militare.

Alcune domande alla Dott-ssa Maria Balanos, Presidente dell’Associazione Venice Canoe & Dragon Boat.

 

Cosa rimane di questa grande manifestazione?

Un grande legame con il territorio che già esisteva ma che ora ha fatto entrare il dragon boat ufficialmente in tutte le case dei veneti e dei veneziani. Lo streaming, che ha fornito la ripresa diretta di tutte le gare svolte al Tronchetto, i risultati in tempo reale sul sito dell’evento, il live twitting e gli ampi spazi su Repubblica.it e altre piattaforme web hanno permesso a tutti,in Italia e all’estero, di vedere le acque della laguna di Venezia solcate dai dragon boat. Ottima è stata la copertura della carta stampata, sia in ambito territoriale, sia in ambito nazionale.

 

Cosa non ha funzionato?

Sicuramente il rapporto tra il Comitato Organizzatore e la giuria, composta da 20 giudici stranieri su 25 totali, che ha relegato la componente italiana, di soli 5 arbitri, ad un ruolo minore. Sono aspetti che influiscono molto quando nascono gli imprevisti, come i ritardi delle gare e i cambiamenti di programma delle competizioni che hanno penalizzato tutti: atleti, club, organizzatori, volontari e la medesima giuria. Nelle medesime gare (lo scorso anno a Mosca, per i Mondiali per Nazioni di dragon boat, c’erano 17 arbitri russi su 25 totali!), come anche nelle altre gare di canoa in Italia, la Federazione Nazionale cerca di far sentire il proprio peso con la proposta di molti arbitri per le grandi manifestazioni. Lo scorso fine febbraio un verbale della Direzione Arbitrale Canoa della Federazione Italiana Canoa Kayak segnala “l’incertezza che la manifestazione si svolga e rimanda ad altra data la designazione della giuria” quando il 30 marzo 2017 scadevano i termini per presentare le segnalazioni al responsabile dragon boat dell’ICF, International Canoe Federation. Rimarrà sempre un dubbio ma, in concreto, questa mancanza ha fortemente danneggiato l’immagine della FederCanoa nell’ambito ICF e il rapporto “privilegiato” che il Comitato Organizzatore avrebbe potuto avere con una giuria prevalentemente italiana.

 

Quale il futuro del dragon boat a Venezia, nel Veneto e in Italia?

Per Venezia si prospetta un momento di gloria per l’equipaggio dell’Università di Venezia che negli ultimi anni ha raccolto, nell’ordine, vittorie italiane, europee e mondiali nella propria classe di gara e categoria, cioè nel femminile over 50. Inoltre, il Comitato Organizzatore della Venice Canoe & Dragon Boat asd è già al lavoro per valorizzare il luogo simbolo della storia della navigazione lagunare, con la proposta di realizzare la quarta edizione del Venice Dragon Boat Festival nelle acque dell’Arsenale di Venezia.

Per il Veneto, le iniziative correlate ai Mondiali, come “Visit Veneto by Dragon Boat “ ha portato molti atleti in tour, dopo le gare, per la gronda lagunare e alcune mete venete con la collaborazione dei club locali. Pertanto, si profila un maggiore sviluppo della disciplina, con risultati agonistici (podio della Canottieri Padova nel maschile assoluto) e sociali (centinaia i ragazzi che quest’anno hanno praticato dragon boat ai centri estivi del Canoa Club Sile e dell'associazione Canoa Republic), con ritorni anche in chiave turistica e di valorizzazione del territorio.

Per l’Italia, il connubio tra la FederCanoa e la FederDragon non ha ancora dato i risultati sperati. Anzi, si è assistito ad una dispersione del movimento verso altre forme di aggregazione o altre soluzioni competitive. Un gran lavoro per i vertici federali che dovranno trovare le giuste misure per ricomporre la “spaccatura” morale interna al movimento FICK che molto aveva realizzato fino al protocollo di intesa dello scorso marzo.

chiusura Mondiali Dragon Boat Venezia 2016

NEL SUGGESTIVO ARSENALE DI VENEZIA CON 22 TITOLI SUI 2000 METRI

È CALATO IL SIPARIO SUI MONDIALI PER CLUB DI DRAGON BOAT

 

Venezia 8 settembre 2017 – La splendida e suggestiva cornice dell’Arsenale, storico cuore dell’industria navale di Venezia, ha fatto da teatro alla quarta e conclusiva giornata dei “Campionati Mondiali per Club di Dragon Boat-Venezia 2017”. Ventidue i titoli iridati assegnati sulla distanza lunga “ad inseguimento” dei 2000 metri, con gli equipaggi provenienti da Ucraina e Germania a fare la voce grossa, ma anche con i team italiani (Università di Venezia in primis) a battersi con onore conquistando medaglie d’oro e podi.

Nel dettaglio, partendo dai dragoni a 20 posti, nella categoria Senior subito doppietta per gli ucraini di Otaman, primi nel maschile in 7’01”17 (terzo The Core Canottaggio Sabaudia) e nel misto in 7’20”10 (quarto The Core Canottaggio Sabaudia, decima Etruria Dragon), mentre nel femminile si è imposto l’SV Union Boeckingen-Neckardrachen (Germania; 8’04”63) con l’Università di Venezia medaglia di bronzo. Nella categoria Master sempre Ucraina nel 50+ maschile con successo della Dinamo in 7’29”29 (terza la Canottieri Comunali Firenze) e ancora Germania nel misto con il Team Preussen-Potsdam (7’57”77) davanti alla Canottieri Comunali Firenze; nel Master 40+ maschile oro russo con gli Shtorm (7’08”18), nel misto invece altro primato per i tedeschi dell’SV Union Boeckingen-Neckardrachen (7’23”25). Soddisfazione nel Junior uomini per i moldavi del Vulturi “A” (7’45”52), infine nelle Donne in Rosa il Trifoglio Rosa/Pink Butterfly (10’26”30) l’ha spuntata sul Kayak Canoa Cordenons.

Nel pomeriggio è stata la volta dei mini dragon (10 posti): partendo dai Senior altra doppietta per Otaman (Ucraina; 7’56”99 nel misto e 7’30”59 nel maschile) e guizzo di Sv Union Boeckingen-Neckardrachen (Germania; 8’52”75) tra le donne. Nei Master nel 50+ primo posto nel misto per gli ungheresi Dragon Aqua Se (8’40”87), per Shtorm (Russia; 7’42”91) nel maschile e per le padrone di casa dell’Università di Venezia (9'00"74). Nei Master 40+ festeggiano gli ucraini del Mala Flotylya (8’03”93) nel misto, tra le donne Sv Union Boeckingen-Neckardrachen (Germania; 8’56”86) – davanti all’Università di Venezia (8’57”23) –  e i soliti imprendibili ucraini di Otaman (7’49”12) tra gli uomini. Tra gli Junior uno-due del Vulturi “A” nel misto (8’07”08) e tra gli uomini (8’02”01), nei Social 60+ maschili exploit della Canottieri Comunali Firenze (9’02”09). Infine tra le Donne in Rosa chiusura d’oro per le Pink Butterfly (10'15"02).

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