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Novità

Written on 18/02/2018, 14:59 by bedin
info-per-team-building-con-i-dragon-boat-a-venezia-e-in-tutta-italia  
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Written on 18/02/2018, 14:33 by bedin
info-per-uscite-con-i-dragon-boat-grandi-canoe-a-venezia    
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Written on 28/01/2018, 13:23 by bedin
campionati-europei-di-canoa-auronzo-2018  The event will be held from 28 june to 1 july 2018      www.auronzo2018.eu    
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Written on 25/01/2018, 08:28 by bedin
Si sono svolte Domenica 21 gennaio 2018 nella piscina del Centro Sportivo Costantino Reyer di S. Alvise, Venezia le sfide di pull dragon. Grazie...
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Progetto Conoscere Venezia 2017-2018

Il Progetto

“CONOSCERE VENEZIA DALL’ACQUA” 2017-2018

 

Pubblicato nell'area Attività, l'aggiornamento al Progetto Conoscere Venezia dall'Acqua 2017-2018.

http://www.venicecanoe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=42&Itemid=169&lang=it

Tante le novità.

Per informazioni non esitate a contattarci via telefono al 334.9566321 e/o via e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il Consiglio Direttivo

resoconto Mondiali Dragon Boat Venezia 2017

CAMPIONATI MONDIALI DI DRAGON BOAT PER CLUB

VENEZIA 3-8 SETTEMBRE 2017

Si è conclusa nei giorni scorsi la rassegna iridata che ha visto partecipare 1600 atleti di 65 club provenienti da 16 Nazioni alle gare di dragon boat, in programma dal 5 all’8 settembre 2017.

Sono stati i primi Campionati Mondiali per una disciplina del remo e della pagaia a Venezia, grazie alla volontà del Comitato Organizzatore, enormemente supportata dal Comune dei Venezia e dalla Regione del Veneto.

Le gare hanno visto una supremazia degli equipaggi ucraini e tedeschi, oltre a molte vittorie e podi di equipaggi russi, ungheresi e italiani. Ottime le prove dei giovanissimi italiani (junior) che hanno sfiorato la vittoria e dell’equipaggio di casa che ha vinto nella propria categoria.

Le giornate sono state graziate dal tempo, molto burrascoso in questo periodo, con la sola eccezione di giovedì 7 settembre, quando nel pomeriggio si è abbattuto una forte perturbazione. Ma le gare erano da poco terminate e tutte le premiazioni si sono svolte al chiuso (lungimiranza degli organizzatori).

Tuttavia, il forte temporale, durato fino al mattino del giorno 8 settembre, ha messo a dura prova l’organizzazione che doveva spostare gran parte del materiale tecnico e le imbarcazioni dalla sede del Tronchetto alla sede dell’Arsenale. Sotto un caldo sole, le gare in Arsenale sono iniziate con due ore di ritardo rispetto all’orario programmato e sono terminate all’imbrunire. Ma ne valeva la pena, considerato il magnifico contesto del bacino della Darsena Novissima dell’Arsenale, gentilmente concesso dalla Marina Militare.

Alcune domande alla Dott-ssa Maria Balanos, Presidente dell’Associazione Venice Canoe & Dragon Boat.

 

Cosa rimane di questa grande manifestazione?

Un grande legame con il territorio che già esisteva ma che ora ha fatto entrare il dragon boat ufficialmente in tutte le case dei veneti e dei veneziani. Lo streaming, che ha fornito la ripresa diretta di tutte le gare svolte al Tronchetto, i risultati in tempo reale sul sito dell’evento, il live twitting e gli ampi spazi su Repubblica.it e altre piattaforme web hanno permesso a tutti,in Italia e all’estero, di vedere le acque della laguna di Venezia solcate dai dragon boat. Ottima è stata la copertura della carta stampata, sia in ambito territoriale, sia in ambito nazionale.

 

Cosa non ha funzionato?

Sicuramente il rapporto tra il Comitato Organizzatore e la giuria, composta da 20 giudici stranieri su 25 totali, che ha relegato la componente italiana, di soli 5 arbitri, ad un ruolo minore. Sono aspetti che influiscono molto quando nascono gli imprevisti, come i ritardi delle gare e i cambiamenti di programma delle competizioni che hanno penalizzato tutti: atleti, club, organizzatori, volontari e la medesima giuria. Nelle medesime gare (lo scorso anno a Mosca, per i Mondiali per Nazioni di dragon boat, c’erano 17 arbitri russi su 25 totali!), come anche nelle altre gare di canoa in Italia, la Federazione Nazionale cerca di far sentire il proprio peso con la proposta di molti arbitri per le grandi manifestazioni. Lo scorso fine febbraio un verbale della Direzione Arbitrale Canoa della Federazione Italiana Canoa Kayak segnala “l’incertezza che la manifestazione si svolga e rimanda ad altra data la designazione della giuria” quando il 30 marzo 2017 scadevano i termini per presentare le segnalazioni al responsabile dragon boat dell’ICF, International Canoe Federation. Rimarrà sempre un dubbio ma, in concreto, questa mancanza ha fortemente danneggiato l’immagine della FederCanoa nell’ambito ICF e il rapporto “privilegiato” che il Comitato Organizzatore avrebbe potuto avere con una giuria prevalentemente italiana.

 

Quale il futuro del dragon boat a Venezia, nel Veneto e in Italia?

Per Venezia si prospetta un momento di gloria per l’equipaggio dell’Università di Venezia che negli ultimi anni ha raccolto, nell’ordine, vittorie italiane, europee e mondiali nella propria classe di gara e categoria, cioè nel femminile over 50. Inoltre, il Comitato Organizzatore della Venice Canoe & Dragon Boat asd è già al lavoro per valorizzare il luogo simbolo della storia della navigazione lagunare, con la proposta di realizzare la quarta edizione del Venice Dragon Boat Festival nelle acque dell’Arsenale di Venezia.

Per il Veneto, le iniziative correlate ai Mondiali, come “Visit Veneto by Dragon Boat “ ha portato molti atleti in tour, dopo le gare, per la gronda lagunare e alcune mete venete con la collaborazione dei club locali. Pertanto, si profila un maggiore sviluppo della disciplina, con risultati agonistici (podio della Canottieri Padova nel maschile assoluto) e sociali (centinaia i ragazzi che quest’anno hanno praticato dragon boat ai centri estivi del Canoa Club Sile e dell'associazione Canoa Republic), con ritorni anche in chiave turistica e di valorizzazione del territorio.

Per l’Italia, il connubio tra la FederCanoa e la FederDragon non ha ancora dato i risultati sperati. Anzi, si è assistito ad una dispersione del movimento verso altre forme di aggregazione o altre soluzioni competitive. Un gran lavoro per i vertici federali che dovranno trovare le giuste misure per ricomporre la “spaccatura” morale interna al movimento FICK che molto aveva realizzato fino al protocollo di intesa dello scorso marzo.

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